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Home » News » Suono sommerso, Roberto Fabbriciani ad Arezzo

Ad Arezzo un concerto–evento dove sarà possibile ascoltare suoni e note elettroniche mai sentite prima d’ora, sintesi della manualità del musicista ma anche di un innovativo progetto scientifico.

La performance musicale s’intitola Suono sommerso e si svolgerà in prima assoluta domenica 10 aprile alle ore 17 al Circolo Artistico di Arezzo, Corso Italia 108, organizzata dalla Coingas S.p.A per festeggiare i 10 anni dalla liberalizzazione del mercato energetico locale. Un evento che rientra nel programma della XIII Settimana della Cultura 9 – 17 aprile, organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Sul palco il flautista Roberto Fabbriciani, nato ad Arezzo, musicista virtuoso e interprete originale con al suo attivo collaborazioni con i maggiori compositori del Novecento (J.Cage, L. Nono, E.Morricone, K.Stockhausen), e il solista inglese di tuba Robin Hayward mentre dietro le quinte ci sarà il musicista informatico e tecnico del suono Alvise Vidolin. Gli strumenti che saranno usati dai due musicisti sono del tutto nuovi e inediti per il grande pubblico. Fabbriciani suonerà il flauto iperbasso, che ha progettato direttamente, dalle incredibili sonorità, misteriose e profonde mentre Hayward la tuba microtonale.

Si tratta di due strumenti dalle dimensioni gigantesche (l’iperbasso è il flauto più grande del mondo e misura 13 metri), mentre la tuba è capace di emettere tutti i possibili microintervalli per creare effetti sonori che più che il XIII secolo richiamano Jurassic Park. I suoni prodotti da questi due strumenti saranno filtrati e scomposti da un apposito e innovativo software creato dal laboratorio SaMPL di Padova, nell’ambito di un progetto del Conservatorio Cesare Pollini sviluppato in collaborazione con l’Università di Padova.

Il risultato finale è un suono completamente naturale ma su frequenze fino al limite dei 18 hertz, sotto il quale nessun suono è più ascoltabile. Note abissali e gravi che non hanno niente a che vedere con la tonalità, che possono sparire nel nulla ma che avvolgono l’ascoltatore come una materia solida in una esperienza davvero unica e piena di fascino, da qui anche il titolo “Suono sommerso”.

“L’obiettivo di questo esperimento - spiega Roberto Fabbriciani - è quello di portare la musica d'arte ad un pubblico più vasto. Una musica dove l'aspetto tecnologico è servito a fare un ulteriore passo avanti ma non si compone perché si hanno nuovi strumenti ma perché un pensiero musicale innovativo per esprimersi ha bisogno di questi mezzi”.

Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti disponibili.

 

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